
Sono a Roma da una settimana e finalmente sono riuscita a visitare la casa museo di Alberto Moravia ( http://www.fondoalbertomoravia.it/ ). Per anni e' stato il mio scrittore preferito in assoluto, ho letto molto, moltissimo sulla sua vita e quasi tutti i suoi libri ... quando nel 2007 e' stata aperta l'abitazione di Lungotevere della Vittoria ai visitatori, non mi sembrava vero poter vedere la scrivania dove lavorava,la sua macchina da scrivere, i suoi quadri (io, lettrice cosi' appassionata delle sue storie e di tutti i suoi scritti) ma sono poi dovuti passare circa due anni prima di salire le scale del vecchio palazzo di fronte al Tevere. Be', valeva certamente la pena aspettare questo periodo di tempo. Complice la disponibilita' e gentilezza di Nour, che ci ha accompagnato in tutte le stanze illustrandoci le varie attivita' dell' associazione che li' ha la sede e raccontandoci particolari poco noti della letteratura e vita dello scrittore, ho visto dei ritratti incredibili ( tra cui uno di Guttuso talmente vivo da sembrare vero), i libri della sua biblioteca, la cucina e altre stanze rimaste tali e quali dal giorno della sua scomparsa, come tutto il resto della casa, da dove sembra sia uscito un momento per tornare dopo un po'. Nour ci ha spiegato che era tra gli intenti dell'associazione lasciare tutto cosi' come era stato, con le bottiglie di liquori in soggiorno ancora piene a meta', con la valigia accanto al letto, le maschere africane appese al muro sopra al divano. Per lasciare che rimanga la sua impronta, per lasciare che le persone che vengono a visitare questo luogo ne sentano le vibrazioni, ci ha detto. Sono completamente d'accordo. Io di vibrazioni, ieri mattina, ne ho sentite e percepite moltissime. E'stato come andare a casa di qualcuno che hai conosciuto davvero, conosciuto di persona, voglio dire. Ora i suoi romanzi acquistano uno spessore ancora diverso, ancora piu' vivo, per me.
